I BAMBINI E LE EMOZIONI

Da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto, la nostra giornata è un concentrato di emozioni. Felicità, rabbia, gioia, paura, vergogna, ansia e così via rendono le nostre giornate davvero intense.
I bambini da portare a scuola, una bolletta da pagare, il lavoro, il traffico, un evento importante sono tutte azioni che facciamo quotidianamente con contrasti di emozioni tra loro.
Gli adulti, in teoria, dovrebbero essere in grado di saperle gestire tutte. Da quelle belle a quelle del tipo: <<Oggi è meglio che stai alla larga da me.>>
Spesso per non dire sempre mi tocca riordinare i disegni della mia bambina di sei anni. Mi piace osservare ogni suo singolo disegno, perché sono sempre molto colorati, allegri e pieni di fantasia. Tutte cose sempre molto positive. Mi sono chiesta più volte se oltre all’emozione associata alla gioia conoscesse anche gli altri stati d’animo. Certo a sei anni, hanno il sole dentro, sono sempre allegri, un concentrato di energia positiva, vuoi anche che vivano in un luogo dove si sentono amati e protetti e non hanno di certo i problemi e pensieri di un adulto, ma quali sono le emozioni di un bambino. Come le vivono e perché è tutto così amplificato. Conoscono altre emozioni o solo quelle basilari. Scopriamolo insieme.
Le emozioni dei bambini a mio personale parere rispecchia perfettamente un po’ il film animato Disney Pixar Inside Out, sono semplici e basilari ma per lo sviluppo corretto di un bambino sono praticamente fondamentali. Gli adulti in questo caso giocano un ruolo importantissimo, ovvero aiutare il bambino a saper interpretare le loro emozioni, riconoscerle e gestirle per un buon equilibrio tra loro e chi li circonda.
Le emozioni non sono di certo una passeggiata. Non sono facili da interpretare e spiegare quando sono molto amplificati, pure noi adulti facciamo fatica a gestirle in quel momento figurati dei bambini che si affacciano alla vita e vivono tutto intensamente.

MA COME POSSIAMO RACCONTARE LE EMOZIONI AI BAMBINI, AIUTARLI A RICONOSCERLE E GESTIRLE?

I Bambini dai due anni in poi, sono come delle spugne, assorbono e vivono tutto in modo semplice e naturale, quindi viene quasi facile spiegare a loro cosa sono le emozioni, attraverso un infinità di strumenti a nostra disposizione.
Attraverso la parola- ascolto: i bambini come detto prima, sono praticamente delle spugne viventi, quindi dialogare con loro e ascoltarli è senza dubbio il primo passo giusto per spiegare a loro cosa sono le cinque emozioni basilari. Lasciamoli parlare del loro quotidiano, di com’è andata la giornata a scuola, che cosa hanno fatto, visto. Arricchiamo il loro vocabolario con domande inerenti alle sensazioni che hanno vissuto in quella particolare giornata.
Attraverso il disegno: i bambini dai due ai sei/sette anni sono nella fascia d’età più delicata sul piano linguistico. Disegnare quindi, diventa un ottimo metodo di comunicazione tra bambino e adulto. Con semplici domande possiamo capire e insegnare a loro le emozioni anche attraverso i pennarelli.
Attraverso la lettura: leggere apre la mente, quindi anche per i bambini è una buona soluzione. In commercio esistono un infinità di libri adatti ad ogni tipo di età. La mia bambina che ora è in prima elementare e sta iniziando a leggere e scrivere, ha sempre adorato i libri, sia quelle con immagini e lettura sia quelle solo con immagini. Ancora oggi mi piace ogni tanto comprarli libri con solo immagini, non perché non sia brava nella lettura, ma io penso che i libri a solo immagine aiuta di più la stimolazione visiva e il linguaggio. Il saper raccontare un immagine, attraverso le parole giuste, le emozioni e anche la gesticolazione non è facile. Ed è molto più gratificante. (Mio pensiero personale). Quindi comprate tanti libri di viario genere e difficoltà.
Attraverso il gioco: giocare è senza dubbio la cosa che riesce meglio ai bambini, in commercio esistono tanti giochi che stimola la curiosità dei bambini, ma si possono fare un sacco di giochi a costo zero. Il gioco li aiuterà a vivere in prima persona le loro emozioni e a saper affrontare determinate situazioni.
Quindi ricapitolando il tutto, ai bambini dall’età indicata ovvero dai due ai sei/sette anni, arrivando fino ai dieci (poi la musica cambia) è sufficiente avere solo poche emozioni: gioia, paura, rabbia e tristezza. Per loro gioia è sinonimo di tutto, mamma, papà una bella giornata di sole, gli amici di scuola, una giornata con i nonni e così via.
Paura: tutto quello che non conoscono o che non possono vedere, fa parte di questo mondo. Anche mangiare qualcosa di diverso o fare qualcosa di nuovo a mio parere rientra nella fascia ‘paura’. Se non sanno non mangiano, se non sanno non vanno, il non sapere ai bambini fa paura. (Anche a noi adulti😅)
Rabbia: Beh non è difficile fare uno più uno, tutto quello che rientra nel ‘no’ ai bambini fa molto arrabbiare. Una cosa negativa da quello che si aspettavano loro, li rende molto vulnerabili e inadatti alla comunicazione civile 😅😅.
Tristezza: i bambini conosco poco questa parola, ma la conosco. Come? Diventano tristi quando vedono un membro della famiglia andare via. diventano tristi quando non trovano più il loro peluche preferito.
Sul mio canale trovate un video associato semplice- simpatico https://youtu.be/B7oJVi-lQY4

NON IMPORTA L’ETA’ CHE HAI… CHE MONDO SAREBBE SENZA EMOZIONI!!?

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